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LUGANO NON c'E'



 

Netto successo di Nyon, nella seconda giornata del girone di ritorno del campionato di LNA, bianconeri travolti. 50 a 8 lo score finale.

Partita a senso unico, chiusa subito dai padroni di casa, con bonus per le quattro mete già raggiunto, ampiamente in anticipo sul termine della prima frazione di gioco. Niente palloni per Lugano, disastrosa la touche, con un solo lancio positivo in tutto il match e altrettanto male la difesa e Nyon non ha fatto sconti. I vodesi, più strutturati dal punto di vista fisico e con una precisa organizzazione di gioco, ogni volta che hanno alzato il ritmo hanno fatto male a Lugano, che, ha tenuto solo in mischia chiusa fino al cambio di uno dei tre esordienti, Andreotta, che insieme al giovanissimo Azzolari, da poco diciasettenne e a Rovedatti, componevamo parte del pack bianconero, per un battesimo davvero di fuoco.

A corto di organico, ma così sarà fino a fine stagione, nettamente inferiore al quindici di Nyon nulla hanno potuto i ticinesi per colmare il gap.

Forse qualcosa di più si poteva fare, ma senza palloni e con gli avversari in costante avanzamento, nel rugby, sport spietato, quando la differenza di cilindrata è cosi ampia, a poco o nulla servono gli intenti.

Non hanno aiutato le defezioni dell’ultimo momento nel team 2 che hanno portato a ridurre la panchina della prima squadra, come da regolamento.

Coach Borghetti, lo sappiamo, non ama le sconfitte, il suo credo è quello di giocare sempre per vincere e ha provato a farlo anche in questa occasione, cambiando all’ultimo le carte in mischia, per aver maggior peso e dando fiducia ai giovani messi in campo, non è bastato. La preoccupazione maggiore del coach luganese è, che nulla di più si potesse fare, cosa questa che per il futuro del torneo non è certo di buon auspicio.

Che Lugano torni al suo rugby con il sorriso, che nasce però dalla volontà, prima di tutto nelle sedute di allenamento, di andare oltre ai propri limiti. Poi, intorno ad una squadra di rugby ci vuole amore: se sul torpedone, in partenza, all’alba, per Nyon, fossero saliti anche i giocatori infortunati, se qualcuno avesse rinunciato a una parte di sé in favore del club, qualcosa, anche poco, in più, sicuramente si sarebbe portato a casa.

Ora pausa e poi, il 6 aprile, un'altra montagna da scalare.

Nota finale, la pessima conduzione della terna arbitrale, che non è intervenuta su un grave fallo che ha portato alla sostituzione dell’ala luganese, una testata ricevuta, che gli ha procurato la rottura di un dente, tutto ciò davanti all’arbitro di touche, che lo ha considerato un fallo di gioco… e che da regolamento, comunque, valeva un cartellino rosso (l’involontarietà sugli interventi alla testa e alla faccia non è piùcontemplata). Non avrebbe certamente cambiato il risultato, ma se il focus degli arbitri, come detto nel briefing prepartita, è preservare la salute dei giocatori, in questo caso e sorprendentemente, nessun provvedimento è stato preso e la cosa ha poche giustificazioni.

 

 

 

 

 

 

15 Diamato, 14 Nunes (Nicod)13 Serventi, 12 Fiala, 11 Azzolini, 10 Iandiorio, 9 Comandini (Gianella), 8 Bianco, 7 Mazzi , 6 Azzolari (Scarfò),5 Gianini  , 4 (Rovedatti) , 3 Andreotta (Steiner), 2 Paruscio , 1 Santarelli

 

 

Marcatori:

 

mete : 1 Mazzi

calci piazzati:  1 Iandiorio

 

cartellini gialli

1 Bianco

1 Fiala’a

 

 

 

 

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