Fribourg-Lugano 0 - 38


J. P. Rives, per chi non lo conoscesse, è stato uno dei più grandi capitani nella storia del rugby, francese, oggi scultore di successo, prima di festeggiare l’ennesima vittoria contro l’Inghilterra disse che “il rugby è, prima di tutto, uno stato d’animo”.


Lugano passa il Gottardo per la trasferta a Friburgo e dal sole del Ticino siamo immersi in una bufera di neve, poi pioggia e infine esce il sole, nel match vinto,0 a 38, senza fatica . Stati d’animo, quasi che il clima ricordasse le parole di Rives, come se metaforicamente ci volesse dire che una partita di rugby simboleggia la vita e aiuta, o almeno questa è una delle sue missioni a formare uomini, abituati a superare le difficoltà e quando vengono, a saper gioire delle vittorie.


Lugano a Friburgo gioca bene i primi quindici minuti e tanto basta per mettere al sicuro il risultato. In meta dopo pochi istanti dal fischio di inizio, con una splendida combinazione dei suoi tre quarti, gestisce il match fino alla fine, contro un Friburgo mai pericoloso. Certo, ci si poteva aspettare qualcosa di meglio dai ticinesi, che, soprattutto nella seconda frazione di gioco, hanno commesso una

serie di errori che hanno impedito uno scarto ancor maggiore tra le due squadre: almeno quattro le segnature facili non realizzate per superficialità nell’ultimo passaggio e una quinta incredibilmente non concessa dal modesto direttore di gara.

Ma, sono stati d’animo: capitan Serventi con le sue tre mete è l’uomo del match; Benvegnu, infortunatosi in maniera seria dopo pochi minuti dall’ingresso in campo, sofferente torna a Lugano in stampelle a lui gli auguri di tutti per una pronta guarigione; Agustoni ritorna in campo dopo quasi un anno di assenza; e poi c’è Minisini, che si allena per giocare anche pilone, mettendosi al servizio della

squadra in un ruolo dove l’infermeria è colma, entra però in campo all’ala, uno stato d’animo diametralmente opposto e gioca bene.

Un po’ come il clima, dal sole alla neve e ritorno, lo stato d’animo dei bianconeri che festeggiano sul bus, ci ricorda che alla fine il rugby è solo un gioco e giocare vuol dire mettersi in gioco.

La semplicità con cui Kleiner segna la meta in mezzo ai pali, con un movimento di gioco provato proprio prima del match, l’apparente facilità con la quale “buca” la difesa avversaria, ci riporta al significato di leggerezza, stato d’animo in netto contrasto, in uno sport che, ai più, appare duro, ma sa conservare la fragilità delle persone e questa è ancora la sua forza.

Hanno definito Rives “l’uomo che metteva la testa dove gli altri non osavano nemmeno metterci i piedi”, lui disse, che per farlo la testa, bisogna averla…

Stati d’animo o stati dell’anima: bravi i bianconeri che hanno capito che in campo si deve a volte abbassare la testa, ma fuori occorre camminare sempre a testa alta.

Buona Pasqua a tutti e anche in questo caso c’entra l’ovale…


Formazione

15 Jimenez , 14 Leonardi (Minisini), 13 Serventi, 12 Fiala’a , 11 Kleiner (Agustoni) , 10

Iandiorio (Schuemperli), 9 Azzolini , 8 Vettorel , 7 Cannilla , 6 Mazzi ,5 Pellegrini

(Sabatino) , 4 Gianini , 3 Santarelli , 2 Cremonesi , 1 Di Rosa (Benvegnu)

N.E:

Marcatori:

calci piazzati:

mete: 1 Jimenez; 3 Serventi; 1 Kleiner; 1 Cremonesi

trasformazioni: 3 Iandiorio; 1 Jimenez

cartellini: 1 Giallo Fiala’a; 1 giallo Azzolini