Quando la strada non c'è inventala

June 3, 2016

 

Quando la strada non c'è, inventala!

Se il rugby va oltre la meta…

 

Di Alessandro Borghetti

 

 

 Lima Sopoaga apertura All Blacks e anche degli Highlanders neozelandesi, in un recente derby di Super Rugby, fa quello che fino ad oggi nessuno mai ha pensato o osato fare.

Si gira di schiena verso la difesa, che subito sale aspettandosi un passaggio, e sorprendendo tutti, invece, fa una rovesciata di piede, con pallone recuperato da un compagno, che, evidentemente, ne era al corrente, o è abituato ad adattarsi alle situazioni. (video su www.rugbylugano.ch)

Tutto ciò ci dice di più che un semplice gesto tecnico di un giocatore già paragonato al “mago” Spencer, perché io non credo sia un gesto istintivo, spettacolare, casuale, come era nell’indole di Carlos Spencer.

Sopoaga è un giocatore regolare, non così inventivo,  è però un creativo nel puro significato della parola. Uno che durante gli allenamenti viene messo nella condizione, sempre o quasi, di uscire dagli stereotipi , di fare delle scelte.

Se oggi il motto degli allenatori neozelandesi è chiuso in tre parole Skill, Fit, Resistence , ovvero condizione atletica ottimale, forza e resistenza e soprattutto abilità tecniche individuali, il motivo è che i giocatori debbono avere le abilità necessarie per adattarsi al piano di gioco e avere sempre un piano alternativo. Facile ! Se ho benzina, forza, so passare e calciare, tutto diventa più facile, ma non così vero:  se il Sistema, di federazione, club o gioco, ti impone solo di vincere, la faccenda si complica.

Per Sopoaga la vittoria è una conseguenza non il fine, e così lo è per tutti i Club del Super Rugby.

Andrea Agnelli, Presidente della Juventus, ieri in una delle rare interviste concesse, ha detto una cosa interessante sul futuro del Calcio italiano: vogliamo avere un campionato dove nella maggior parte delle partite si segna un gol, o alla gente piace di più vedere 4 o 5 gol a match? Il cambiamento sarebbe epocale da parte dell’Italia, perché vuol dire abbandonare il tatticismo e tecnicismo esagerato per concedere spazi di creatività, fin dalle serie minori. E mettere in alcuni casi, o per un certo tempo , da parte, il risultato.

In questo senso, nel rugby, i campionati elite, senza retrocessioni, aiuterebbero non poco.

Ma quando si parla di creatività cosa in realtà si intende?

Possiamo tranquillamente affermare che la creatività è una particolare abilità, posseduta da ogni individuo, che permette di “produrre qualcosa di nuovo”. Questa produzione può originare qualcosa di nuovo in assoluto o ricombinare e riorganizzare elementi appartenenti ad ambiti differenti (che, fino a quel momento, erano stati pensati come distanti) e quest’ultima è la particolarità che dovrebbe venir  richiesta ad una rugbista, sicuramente è il fine o dovrebbe esserlo, degli allenamenti dei coach’s luganesi .

 

Si torna sempre, per concludere, a quell’idea di esercito e orchestra dove L’addestramento sul modello militare tende a distruggere l’individualità, mentre uno degli scopi principali dell’allenamento è di sviluppare il carattere individuale di ogni persona.

L’obiettivo finale  è di fare dei nostri Giocatori degli uomini di Rugby, non dei soldati o semplici rugbisti.

Tutto ciò è anche la parte più difficile, perché un giocatore ben addestrato ha una durata nel tempo maggiore di un “orchestrale” . Le abilità richieste al secondo sono più complesse e logoranti e vanno ad intaccare anche altri campi, che sono il proprio ruolo sociale, la sfera familiare e affettiva. La creatività infatti è un meccanismo psicologico e diventa perciò presente in tutti i campi della vita, difficile togliere la maglia da rugbysta fuori dal campo, più facile cambiare una divisa.

Sopoaga ci ricorda che il rugby è solo un gioco e giocare disse Baden Powell inventore dello scoutismo,  il paradosso che fu un Generale dell’esercito…, " è il primo grande educatore".

Attenzione però... il rugby è metafora della vita e la vita è il più grande di tutti i giochi, ma c'è il pericolo di trattarla come un gioco da nulla…

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