l'altro rugby...

L’altro rugby

 

C’è una moda strana nel mondo del rugby, spesso sento parlare di livello, com’è il livello del Rugby svizzero ? mi chiedono spesso gli ”amici” italiani, con quel sorriso di superiorità che davvero non sopporto. La moda è quella di catalogare il rugby per provenienza come se tutti i neozelandesi fossero per antonomasia capaci di giocare a rugby e gli svizzeri di sciare. In parte è vero, ma in mezzo c’è un mondo e tanti mondi. Ieri le squadre italiane impegnate nelle coppe europee hanno tutte subito pesanti sconfitte; su tutte i 50 punti presi dalla Benetton Treviso, che è una franchigia, contro lo Stade Francais che è una polisportiva… e Rovigo finalista nell’Eccellenza italiana ne ha prese altrettante dai campioni Romeni, si proprio della Romania… in mezzo Mogliano, tra le quattro migliori squadre italiane, ha perso contro una compagine tedesca, ma in Germania si gioca a rugby??? e Calvisano campione d’Italia ne ha prese 50 dagli harlequins inglesi che campioni di Inghilterra non sono…

Il livello del rugby è sempre il frutto di quello che semina la Federazione o dell’investimento che i club fanno nel proprio campionato, ma sempre per parlare di numeri una sola partita del campionato francese o inglese  ha il numero di spettatori della somma di 15 match del massimo campionato italiano… In Svizzera si gioca un buon rugby, nonostante la federazione non stia certo facendo un gran lavoro per sostenere i club, i quali però mettono passione e sacrificio per arrivare in alto, hanno fame di gloria, sviluppo e successo. Non mi stupirei che Geneve Servette che milita nel campionato francese ,un domani non possa competere con francesi e inglesi. E chi oggi è in testa alla nostra lega A, può benissimo competere nel campionato italiano di Eccellenza. Il livello è quello che si ha nella testa e non sulla carta.

In Italia si fanno le Accademie perché ogni club che le ha, riceve soldi dalla federazione, che si tramutano poi in potenziali voti al Presidente ; nei centri federali e nelle accademie, si insegna ad essere professionisti dimenticandosi però che non è il numero di allenamenti in campo e in palestra che fa la differenza, ma la qualità di essi e di chi il rugby lo insegna. Ho visto ragazzini stare in panchina 70 minuti a guardare i compagni ”combattere” per vincere una partita, nel livello più basso del rugby mondiale e non solo sulla carta; ho visto bambini a cui si insegna a vincere prima che a divertirsi e vincere divertendo, che livello è questo?

L’altro rugby è quello che pensa alla vittoria come diretta conseguenza del gioco che si fa e non a prescindere da ciò, a qualsiasi livello si giochi.

Buon Natale ovale a tutti

 

Alessandro Borghetti

13/12/2015

A.A.A Arbitri Cercasi...

Forse non tutti sanno che…

 

La vigilia di Lugano – Avusy è stata piuttosto turbolenta, in quanto l’arbitro designato per il match ha avuto un infortunio e nessun altro era disponibile a venire in Ticino ad arbitrare.

 

Ad aggravare la situazione il fatto che al momento in cui la federazione ha avvisato i club del rinvio del match causa mancanza di arbitro, Avusy era già a Lugano.

 

Ci siamo messi subito all’opera  per trovare in Italia un arbitro ma a tarda sera era molto difficile, finchè è stato spostato un arbitro di un altro match per evitare una doppia costosa trasferta ad Avusy.

 

Detto questo oggi il designatore degli arbitri in tono abbastanza polemico sottolinea che in Svizzera  ci sono pochi arbitri abilitati a fare la Lega A e che Lugano come altri Club non fornisce arbitri.

 

Questa è una questione che da anni sento in ogni federazione, e in ogni situazione la colpa sembra sempre essere dei club che non forniscono arbitri, premesso che non si può costringere nessuno a fare la carriera arbitrale,  a mio parere è l’ottica di pensiero che è sbagliata.

 

Le soluzioni ad un problema complesso spesso richiedono meno complessità di quello che si pensa e soprattutto vanno viste in maniera globale.

 

Per fare un esempio si può pensare che un paese di 50.000 abitanti con una squadra di rugby possa avere le stesse regole di uno di trecentomila? Si può pensare che una regione come il Ticino a bassissima densità rugbistica rispetto alla Svizzera francese possa fornire le stesse opportunità?  Un club di  soli otto anni di vita, che gioca il 50% dei match oltre il Gottardo, che fatica ad avere due squadre seniores come fa ad avere in breve tempo anche un gruppo arbitri, le giovanili e quant’altro? Cominciamo ad esempio a togliere l’obbligo alle squadre di Lega A di impegnare ogni fine settimana 50 giocatori tra team 1 e 2 e forse tra essi qualcuno che potrà arbitrare ci sarà.

 

Altra soluzione sarebbe creare una partnership arbitrale con le federazioni confinanti, Francia e Italia, un esempio pratico?

In Italia i campionati iniziano a metà ottobre e non si fermano per la pausa invernale, in Svizzera iniziano ai primi di settembre e si fermano per la pausa invernale, perché non pensare di chiedere agli arbitri italiani di coprire partite in svizzera, in particolare in Ticino, da settembre a metà ottobre e in cambio alcuni arbitri Svizzeri copriranno partite in Italia da fine novembre a fine febbraio? E così, valutando altre situazioni, anche con la Francia.

Oltretutto ciò accrescerebbe il livello di tutti.

 

Spesso è più facile parlarsi addosso e trovare alibi, ma questo non è da rugbisti, trovare soluzioni nella complessità del gioco per arrivare alla meta, questo è il compito di chi gioca a rugby.

 

Le soluzioni non possono essere sempre e comunque una sanzione a carico dei club, ci vuole forse un po’ più di creatività e cercare con umiltà di risolvere il problema non di crearne un altro.

 

Qualche anno fa in Italia lo stesso problema fu affrontato con la medesima risposta sono i club che devono fornire arbitri, io proposi tra le altre cose di far arbitrare le partite dall’U16 in giù agli allenatori e inoltre di far arbitrare alcune partite delle serie minori ai giocatori della nazionale, professionisti pagati dalla federazione, ciò sarebbe stato un evento per un club che li ospitava quel fine settimana e molto formativo per i giocatori, di ciò non ho mai avuto risposta dalla federazione,  questo per dire che occorre avere un pensiero divergente e non fidarsi sempre e comunque di quello che abbiamo fatto , magari anche bene, fino ad oggi

 

Ed infine, come dice un noto proverbio cubano : se un problema non ha soluzione non è un problema, se invece ha una soluzione, non è più un problema…

 

Buon rugby a tutti

 

A. Borghetti

 

 

14/09/2015

lega A : l'opinione

La nuova formula dei campionati svizzeri non dispiace. Lega A a 8 squadre e inserimento di una lega in più, la B elite.

Quello che non si capisce e non si può condividere è la retrocessione da una Lega a sole 8 squadre. Soprattutto se si pensa che negli anni passati chi arrivava ottavo in lga A era sicuramente salvo e il settimo, ora in chiara zona retrocessione era invece ad un passo dai play off.

L'occasione di alzare il livello , avendo il coraggio di togliere per qualche stagione le retrocessioni e decidere eventuali nuove ammissioni in lega A rispetto a requisiti sportivi e strutturali verificati dalla federazione, non è stata colta.

I campionati che hanno l'ambizione di essere i più spettacolari, su tutti il super XV, ma anche il Sei nazioni,  o  il massimo campionato di basket USA, hanno avuto il coraggio di togliere le retrocessioni, questo ha portato le squadre a giocare per vincere e non per non perdere, aumentando di fatto la spettacolarità dei match e la voglia dei giocatori e dei coach di osare sempre di più. Più mete, meno mischie, più spettacolo, velocità e divertimento. A cascata di ciò ne hanno risento anche le nazionali.

Se molte squadre di B svizzere non si sentono all'altezza di fare un campionato, faticoso, fisico e ora anche tecnico come la lega A, di ciò non devono essere  penalizzate le squadre di Lega A che investono in tempo, tecnica e organizzazione il più possibile.

il DTN nazionale non ha certamente un compito semplice in Svizzera, ma spesso le soluzioni più semplici sono dietro l'angolo. Se nessuno in questa stagione ha voluto salire in Lega A, bene, per il prossimo anno ancora non salirà nessuno e l'anno successivo ne saliranno  2 più strutturate e il campionato tornerà a 10 squadre ancora senza retrocessioni, per arrivare nel tempo a 12 con una retrocessione diretta e un livello molto più alto.

altra cosa interessante sarebbe inserire, sempre senza retrocessioni una squadra francese confinante e una italiana, così da allargare le esperienze rugbistiche dei team di Lega A.

La verità è che oggi ci sono 6 squadre della svizzera francese  in campionato con i soli Lugano e Zurigo a tentare di rovinare la festa un disequilibrio che certo non fa bene al rugby elvetico

ABC

 

Ps : e quasi avesse letto il post oggi 13/07/2015 Brunello neo allenatore di Calvisano parlando del campionato italiano dice:  "Massimo Brunello, nuovo allenatore del Calvisano dopo il passaggio di Guidi alle Zebre, ha rilasciato qualche giorno fa un’intervista al Resto del Carlino (edizione di Rovigo).

Tra i vari temi toccati sulla nuova stagione che aspetta i campioni d’Italia, l’ex coach della nazionale Under 18 parla della struttura del campionato Eccellenza. “Ritengo che dieci squadre siano troppe – dice Brunello – Il nostro movimento non le produce, quindi è poco credibile schierarne così tante in una competizione che dovrebbe rappresentare il top del livello tecnico”.
Non solo, perché poi la troppa differenza tra le formazioni genera “scarti a volte imbarazzanti”, e la soluzione sarebbe “otto squadre, forse anche meno”."

e niente retrocessioni...

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