Alba Lausanne - Rezzonico Rugby Lugano, 0 - 24, (29/10/2011)

Sfatato il tabù, Rezzonico Rugby Lugano vince a Losanna

 

Ci sono squadre difficili da battere e luoghi dove, e il motivo non è a nessuno noto, non si vince mai.  E’ il caso fino a ieri dell’Alba. Lausanne, squadra ostica che gioca un rugby duro, ai limiti, forse anche oltre, del regolamento. Chissà cosa ne penserebbe Monsieur Drop, quel Pierre Albaladejo grande rugbista francese e soprattutto il cronista di rugby per antonomasia, a cui il club di Losanna ha dedicato il proprio nome. Lugano gioca un buon match, conquista palloni da mischia e touche e mette sotto pressione gli avversari. Bene anche il gioco tattico al piede da parte di Bait, ma qualche errore di troppo nella gestione dell’ovale non porta alla segnatura. Poi una buona iniziativa di Schmitt rompe il ghiaccio con la prima meta trasformata da un ottimo Campopiano, sicuramente tra i migliori nelle fila dei gladiatori, a seguire segnature di Waber, Serventi e dello stesso Campopiano. Ma i segnali positivi di una partita di rugby, non risiedono nel punteggio, nelle mete e nelle vittorie, o almeno non solo in essi. Una squadra di rugby è tale nell’atteggiamento che mette in campo, nella voglia di avanzare, nel ripetere vissuti provati in allenamento. Allora ecco che la reazione di Schmitt nel voler recuperare palla dopo un in avanti, la voglia di tutta la squadra di segnare la meta del bonus all’ultimo minuto, la capacità di Serventi di migliorare la propria prestazione dopo una prima frazione di gioco sotto tono, la forza della mischia di non subire l’impatto come ad inizio match, la rabbia di Zarrillo nel non voler lasciare il campo, diventano patrimonio tecnico e culturale di tutta la squadra e saranno da traino per l’intero club. Oggi Lugano scendeva in campo con una formazione diversa dalle precedenti, causa una serie di defezioni per differenti motivi, ma la mentalità deve essere quella di non trovare alibi. Chi va in campo deve sempre dare il meglio, come ha fatto Federico Chiesa all’esordio, nei soli dieci minuti finali a sua disposizione o Javier Vanella nell’inedito ruolo di secondo centro. In settimana la convocazione di Riccardo Calvaresi in nazionale U19 impegnata in coppa Europa in Romania, ha privato di un'importante pedina il club luganese, ma ciò deve rendere orgogliosi chi ha lavorato, e bene, nel settore della formazione. Un riconoscimento importante perciò non solo per il giocatore ma  per l’intero Club.

 

Formazione :

15 Serventi, 14 Flores Vargas (Chiesa), 13 Vanella, 12 Schmitt, 11 Da Costa, 10 Bait, nove Navas, otto Zarrillo (Agustoni), sette Stevens, sei Waber, cinque Polti, quattro Montalbetti (Gianini), tre Buratti (Basha), due Steck (Jubileu), un Campopiano

N.E:

Marcatori:

mete : 1 Schmitt, 1 Waber, 1 Serventi, 1 Campopiano

trasformazioni :  2 Campopiano

Calci piazzati :  0

Drop:  0

Cartellini gialli: 1 Zarrillo, 1 Waber

Cartellini rossi:  0

Punti 0-5

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